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Lunedì 26 ottobre 2026 Inchieste · Imprese · Tecnologia
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Il cliente scrive alle 22 e compra da chi risponde per primo: come l'intelligenza artificiale sta cambiando le piccole imprese italiane

Le ricerche lo dicono da anni: chi risponde a un cliente entro un'ora ha molte più probabilità di concludere. Eppure in Italia solo l'8% delle PMI ha avviato un progetto di intelligenza artificiale. Cosa possono fare oggi le piccole imprese, cosa no, e quali errori evitare. Ne abbiamo parlato con il consulente Mario Guido.

Un commerciante legge un messaggio di un cliente mentre chiude il negozio
Molte richieste dei clienti arrivano fuori dall'orario di apertura. Immagine illustrativa.

In breve

  • Uno studio pubblicato su Harvard Business Review ha rilevato che le aziende che rispondono entro un'ora hanno quasi sette volte più probabilità di qualificare un contatto rispetto a chi risponde un'ora dopo.
  • In Italia il mercato dell'intelligenza artificiale vale 1,8 miliardi, ma solo l'8% delle PMI ha avviato almeno un progetto (Politecnico di Milano).
  • Secondo gli addetti ai lavori, senza processi chiari questi strumenti rischiano di automatizzare il disordine.

Sabato sera, poco dopo le dieci. Una persona cerca un preventivo e scrive a tre aziende diverse. La prima risponde dopo pochi secondi, fa due domande e propone un appuntamento per lunedì. La seconda risponde lunedì all'ora di pranzo. La terza non risponde.

La scena è immaginaria, ma i numeri che la descrivono sono reali. In uno studio pubblicato su Harvard Business Review, i ricercatori James Oldroyd, Kristina McElheran e David Elkington hanno analizzato i tempi di risposta di oltre duemila aziende statunitensi a una richiesta arrivata dal web: il 23% non ha mai risposto, e il tempo medio di risposta tra chi lo ha fatto è stato di 42 ore. Nella stessa ricerca, le aziende che contattavano il potenziale cliente entro un'ora avevano quasi sette volte più probabilità di qualificarlo rispetto a quelle che aspettavano anche solo un'ora in più.

Per un'impresa con pochi dipendenti, però, rispondere in pochi minuti alle dieci di sera significa tenere qualcuno incollato al telefono. È qui che negli ultimi due anni si è inserita l'intelligenza artificiale.

Un mercato che cresce, ma non per tutti

Secondo l'Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano, nel 2025 il mercato italiano dell'intelligenza artificiale ha raggiunto 1,8 miliardi di euro, con una crescita del 50% sull'anno precedente. La crescita, però, è concentrata nelle grandi aziende: il 71% ha avviato almeno un progetto, contro l'8% delle piccole e medie imprese.

1,8 mldmercato IA in Italia (2025)
71%grandi imprese con progetti IA
8%PMI con progetti IA

Anche i dati Istat, che misurano l'uso di almeno una tecnologia di intelligenza artificiale, raccontano lo stesso divario: nel 2025 la usa il 53,1% delle grandi imprese e il 15,7% delle PMI. Tra le aziende che l'avevano presa in considerazione senza poi adottarla, il 58,6% indica come ostacolo la mancanza di competenze.

Mario Guido, consulente calabrese di marketing e sistemi aziendali che da oltre dieci anni lavora con piccole e medie imprese, integra questi strumenti nei processi dei suoi clienti. Gli abbiamo chiesto di descrivere, settore per settore, cosa cambia nella pratica.

«L'AI la usano tutti. In pochi la usano per abbassare i costi e aumentare i margini.»— Mario Guido, consulente di marketing e sistemi aziendali

Non un chatbot, ma un sistema

Il primo equivoco, secondo Guido, è pensare che introdurre l'intelligenza artificiale significhi installare un assistente virtuale sul sito. Nelle aziende con cui lavora l'obiettivo è collegare tra loro attività che già esistono, messaggi, preventivi, appuntamenti, documenti, in modo che la parte ripetitiva sia gestita in automatico e le decisioni restino alle persone.

Gli esempi che descrive riguardano settori molto diversi.

Agenzia immobiliare

Chi chiede informazioni su un immobile riceve una prima risposta su WhatsApp in pochi secondi, con le domande utili a capire budget e tempi. La richiesta di visita entra direttamente nell'agenda e l'agente arriva all'appuntamento con le informazioni già raccolte.

Centro estetico

Chi scrive la sera per prenotare vede subito gli orari disponibili, conferma con una caparra e riceve un promemoria. Quando un pacchetto di trattamenti sta per esaurirsi, il sistema propone il rinnovo.

Elettricisti e artigiani

Dopo un sopralluogo, un messaggio vocale diventa una bozza di preventivo e una lista di materiali. Le richieste aggiuntive concordate a voce durante il lavoro vengono registrate nella commessa e non si perdono al momento della fattura.

Concessionaria

Chi cerca un'auto contatta spesso più rivenditori. Una risposta rapida, la raccolta dei dati sull'usato prima del test drive e una prima simulazione di rata in chat riducono i tempi della trattativa.

Studio professionale

I documenti mancanti vengono sollecitati in automatico, le pratiche ferme segnalate, le consulenze extra registrate per la parcella. Le valutazioni restano al professionista.

Un elettricista registra un messaggio vocale nel furgone
Un messaggio vocale registrato dopo il sopralluogo può diventare una bozza di preventivo. Immagine illustrativa.

Perché molte aziende provano e poi abbandonano

Se gli strumenti sono disponibili e spesso economici, perché non li usano tutti? La spiegazione di Guido riguarda l'organizzazione più che la tecnologia.

«Il marketing su un'azienda disorganizzata amplifica il caos, non i risultati.»— Mario Guido

Lo stesso vale, sostiene, per l'intelligenza artificiale. Se in azienda non è chiaro chi deve richiamare un cliente, se i preventivi non seguono uno standard, se i dati sono sparsi tra quaderni, fogli di calcolo e chat personali, un nuovo software finisce per automatizzare il disordine. Non è un caso isolato: secondo l'Istat, solo il 21,1% delle PMI italiane utilizza un software per la gestione dei clienti, contro il 56,5% delle grandi imprese. Per questo il lavoro di Guido parte da una mappatura dei processi, e la tecnologia arriva dopo.

I limiti da conoscere

Non mancano i punti critici. Le risposte automatiche vanno controllate e aggiornate: un sistema che fornisce informazioni sbagliate su prezzi o disponibilità fa più danni di una risposta in ritardo. C'è poi la questione dei dati dei clienti, che vanno trattati nel rispetto delle norme sulla privacy. E c'è il tema del personale, che deve essere coinvolto fin dall'inizio per non vivere i nuovi strumenti come un controllo.

Alla domanda più frequente degli imprenditori, se questi sistemi sostituiranno i dipendenti, Guido risponde che nei progetti che segue l'intelligenza artificiale non prende decisioni: prepara, ordina, ricorda e risponde alle domande ricorrenti. Alle persone resta il lavoro su cui si gioca il rapporto con il cliente.

Receptionist di un centro estetico controlla le prenotazioni
Prenotazioni, caparre e promemoria possono essere gestiti anche quando l'attività è chiusa. Immagine illustrativa.

Da dove si comincia

Il percorso che Guido propone alle aziende è volutamente graduale. Prima si individuano le attività ripetitive in cui l'azienda perde più tempo e contatti. Poi si sceglie uno o due interventi con l'impatto più alto, invece di introdurre molti strumenti insieme. Infine si misurano i risultati: ore risparmiate, contatti recuperati, tempi di risposta.

Guido lavora soprattutto con imprese del Sud, e in particolare calabresi, in settori come le concessionarie e il noleggio di veicoli. Dichiara più di duecento clienti seguiti in oltre dieci anni. Nel 2023 ha gestito il reparto creativo delle pre-finali e delle finali nazionali di Miss Italia, e della sua attività hanno scritto, tra gli altri, Adnkronos, Il Giornale d'Italia e Money.it. «Il digitale attraversa tutta la nostra vita», ha detto in un'intervista del 2025. Per le piccole imprese, la sfida è fare in modo che lavori anche quando il negozio è chiuso.

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Una chiamata conoscitiva con Mario Guido

Mario Guido offre una chiamata gratuita e senza impegno per individuare i punti in cui un'azienda perde tempo, contatti e margini, e dove l'intelligenza artificiale può intervenire per prima.

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Fonti: J. B. Oldroyd, K. McElheran, D. Elkington, The Short Life of Online Sales Leads, Harvard Business Review, 2011; Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano, dati 2025 (febbraio 2026); Istat, Imprese e ICT – Anno 2025 (comunicato del 15 dicembre 2025); intervista a Mario Guido diffusa da Adnkronos, marzo 2025. Gli esempi per settore descrivono sistemi che è possibile realizzare: non sono casi di clienti specifici e nessun risultato è garantito. Il numero di clienti e gli anni di attività sono dichiarati da Mario Guido / Mario Marketing. Le altre citazioni sono tratte da mariomarketing.it. Questo articolo è un contenuto promozionale realizzato in collaborazione con Mario Guido (P.IVA IT03982520797) e non costituisce informazione giornalistica indipendente.